MILANO - E' cominciata con tre amici in vacanza in Messico, finisce acquisita da un colosso degli alcolici per una cifra che può arrivare a 1 miliardo di dollari. La vicenda ha tutte le carte in regola per diventare una pellicola da grande schermo: ha gli ingredienti della storia imprenditoriale di successo, lo sfondo delle belle spiagge centramericane e una scanzonata amicizia. Il protagonista è già scritturato: George Clooney, famoso attore e regista e da poco padre di due gemelli. La curiosità è che la storia vera, quella fatta di carne e ossa e non cellulosa, ha sempre lo stesso protagonista: Clooney, affiancato da due amici.

Ma andiamo con ordine nella sceneggiatura. Clooney, l'imprenditore della ristorazione Rande Gerber (marito di Cindy Crawford) e l'immobiliarista Mike Meldman erano soliti frequentare Cabo San Lucas, nella Bassa California messicana, dove erano in costruzione le loro dimore di villeggiatura. E ingannavano l'attesa con grandi bevute di tequila. Tra il serio e il faceto, l'attore/regista e gli imprenditori si sono appassionati al superalcolico messicano. E dal momento che non pare abbiano grossi problemi a realizzare i propri desideri, hanno deciso di dare vita a una distilleria a Jalisco, pur di avere il liquore che rispondesse in toto ai loro gusti: che non bruciasse troppo la gola quando scende, che si potesse bere liscio o con ghiaccio e che soprattutto si potesse assaporare a tutte le ore del giorno e della notte, senza pagarne il conto con i postumi dell'indomani (come ha avuto modo di raccontare in passato Gerber alla Cnbc).

Il liquore è stato prodotto ed è piaciuto subito ai tre, che per un paio di anni ne hanno fatto un affare di famiglia: bottiglie buone per le feste private o per le degustazioni tra amici e parenti. Non a caso, il nome scelto per la sobria etichetta è stato Casamigos. Ma, ha raccontato ancora Gerber, a quanto pare il consumo nel clan è stato piuttosto elevato: la stessa distilleria si è posta il problema di dover regolarizzare la produzione, visto che Clooney&Friends sono arrivati ad aprire un migliaio di bottiglie l'anno. Così, senza particolari pretese, nel 2013 la Casamigos è diventata un marchio disponibile al pubblico, con tanto di motto: la tequila " fatta dagli amici per gli amici". 

Il volto e la celebrità di Clooney, insieme evidentemente ad aver trovato una formula di gusto che ha fatto breccia tra i palati americani, ha reso nel giro di poco tempo Casamigos tra le marche più vendute negli Usa: una tequila che si definisce "ultra-premium", apprezzata nello star system e sbarcata poi in Canada (e Italia). E così il colosso degli alcolici Diageo - che mette in fila tra gli altri Smirnoff, Tanqueray, Baileys o Johnny Walker - ha deciso ora di acquisirla. Ha convinto i tre mettendo sul piatto ben 700 milioni, più l'impegno a versarne altri 300 sulla base delle vendite nel corso dei prossimi dieci anni.

Secondo quanto riporta Forbes, la società che produce la speciale tequila, a base dell'agave coltivata sull'isola di Jalisco, dovrebbe esser ripartita ugualmente tra i tre fondatori. Ecco perché per Clooney si prospetta un assegno da 233 milioni nella prima fase della transazione, che dovrebbero diventare 140 una volta applicate le tasse dello Zio Sam. Ma non è dato di sapere quale sia stato l'investimento richiesto ai tre, e neppure se ci siano debiti nella distilleria. Quel che è certo è che la crescita del marchio è stata impressionante: negli ultimi due anni Casamigos è cresciuta in media del 54% ed entro la fine del 2017 prevedev di vendere 170.000 casse della contro le 120.000 del 2016.

Nel comunicato di annuncio dell'acquisizione, Diageo tiene a sottolineare che i fondatori continueranno a essere coinvolti nel futuro del marchio. "Siamo lieti di collaborare con il più grande e rispettabile produttore di superalcolici al mondo", ha commentato da parte sua Rande Gerber.